Libretto di circolazione: se c’è questo simbolo rischi delle multe altissime

Se c’è un elemento imprescindibile in auto, oltre alla patente e magari una dose di calma quando il traffico sembra interminabile, è il certificato di proprietà. Sembra un dettaglio, un semplice foglio, ma in realtà è il documento che identifica il nostro veicolo, come la carta d’identità per noi.

Eppure, basta una piccola dimenticanza, un dettaglio errato o un’informazione discordante e… zac, scatta la sanzione. E non si tratta di pochi centesimi, perché in alcuni casi può diventare davvero onerosa. Molti non se ne curano finché non si presenta un controllo, ma il certificato è un vero e proprio registro in miniatura che narra l’intera storia dell’auto.

Viene rilasciato dall’ufficio della motorizzazione civile quando l’auto viene immatricolata e rimane sempre lo stesso, a meno che non venga smarrito o sottratto. È pieno di simboli, codici e informazioni che non tutti sanno interpretare appieno, ma che in realtà sono essenziali. E se qualcosa non torna, si rischia di incorrere in una contravvenzione senza nemmeno capirne il motivo.

Il certificato di proprietà in Italia

A differenza di alcuni paesi europei dove il certificato ha già assunto la forma di una card più resistente e pratica, in Italia persiste ancora la versione tradizionale, quella a libretto vero e proprio, piegato in quattro e ricco di dettagli. Ogni lato riporta informazioni diverse: ci sono i dati anagrafici del proprietario, ad esempio.

Ma anche le informazioni sulla prima immatricolazione, la marca, il modello, il livello di emissioni, il peso, gli pneumatici raccomandati e una serie di altre informazioni che a prima vista possono sembrare incomprensibili. Ma attenzione, perché alcuni di questi simboli possono celare vere e proprie trappole. Uno degli errori più comuni è non avere il certificato in auto.

Può capitare di dimenticarlo a casa per errore o di non trovarlo proprio quando serve, e in quel caso scatta subito una multa che può variare da una somma piuttosto modesta fino a cifre più consistenti. Ma il vero problema sorge quando qualcosa scritto lì sopra non corrisponde alla realtà.

La questione degli pneumatici

Un esempio tipico riguarda gli pneumatici: se non sono quelli indicati nel certificato, la sanzione può arrivare a diverse centinaia di euro, senza contare che in caso di incidente l’assicurazione potrebbe non coprire i danni. E non è tutto, perché anche il numero di telaio deve corrispondere esattamente a quello indicato, altrimenti il rischio è ancora maggiore.

Per chi dovesse smarrire il certificato, c’è comunque una soluzione. La prima cosa da fare è presentare denuncia alle autorità competenti, perché senza quel passaggio non si può richiedere un duplicato. Una volta fatta la denuncia, si può richiedere il nuovo documento all’ufficio della motorizzazione civile o, in alternativa, se si è iscritti all’ACI, si può fare tutto online accedendo con SPID o un’altra identità digitale.

In alcuni casi, polizia o carabinieri possono rilasciare un documento provvisorio per permettere la circolazione fino all’arrivo del nuovo certificato. C’è anche un altro dettaglio che spesso viene sottovalutato: la sezione delle revisioni. Ogni volta che il veicolo viene sottoposto a revisione, il risultato viene annotato proprio sul certificato, e in caso di controlli è una delle prime cose che vengono verificate.

La revisione non aggiornata

Se la revisione non è aggiornata o il timbro manca, si rischia una multa piuttosto elevata e, nei casi più gravi, il ritiro del documento. Ma perché è così importante avere tutto in regola? Beh, al di là delle multe, si tratta di sicurezza. Se il certificato riporta informazioni corrette, si ha la certezza che l’auto rispetta gli standard richiesti per circolare in modo sicuro e senza problemi.

Ignorare questi dettagli può sembrare una banalità, ma al momento giusto può fare la differenza tra un semplice controllo e una situazione decisamente più sgradevole. Molti pensano che questi controlli siano rari, ma la verità è che basta un posto di blocco casuale per ritrovarsi a dover spiegare perché qualcosa non quadra.

E se si pensa di poter far finta di niente, meglio ricredersi, perché oggi i controlli sono sempre più tecnologici e basta una rapida scansione per incrociare i dati e scoprire eventuali irregolarità in pochi secondi. Alla fine, avere il certificato in ordine non è poi così complicato, basta prestare un minimo di attenzione e controllare che tutto sia a posto.

Controlla prima di partire

Se ci sono dubbi, una rapida verifica prima di mettersi in viaggio può evitare brutte sorprese. E se il documento dovesse risultare illeggibile o danneggiato? Meglio non aspettare che un agente lo faccia notare, perché anche in quel caso si rischiano sanzioni. Sostituirlo in tempo è sempre la scelta più intelligente.

Diciamocelo, nessuno ama ricevere multe, e spesso si tratta solo di piccole distrazioni che potrebbero essere evitate con un po’ di attenzione in più. Controllare il certificato, verificare che i dati siano corretti e assicurarsi di averlo sempre con sé sono piccole abitudini che possono evitare problemi e far viaggiare più tranquilli. Perché alla fine, quando si è in strada, la cosa più importante è proprio quella: viaggiare sicuri e senza inutili preoccupazioni.

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